Andamento portafogli
| Aggiornato al 01/04/2011 | Safe | Low-Risk | Mid-Risk |
| Obiettivo di rendimento annuo | 5,00% | 8,00% | 12,00% |
| Risultati 2010 | 3,96% | 9,96% | 12,26% |
| Dal 03/01/11 | -0,77% | -0,76% | -0,44% |
giovedì 16 aprile 2009
Nel lungo periodo saremo tutti morti (J.M. Keynes)
Con molta cautela i politici di tutto il mondo incominciano a dare qualche segno positivo in merito alla crisi nata come economico finanziaria e sviluppatasi in segiuito come sociale e "globale". Ormai abbiamo raggiunto il fondo, da qui in poi dovremmo incominciare a risalire. Da inguaribile ottimista concordo con queste considerazioni ma come ho sentito di recente affermare da Jacques Attali la ripresa sarà probabilmente molto diversa da quello che abbiamo visto fin'ora. La struttura socio economica basata sui consumi che si finanziano attraverso i crediti difficilmente riuscirà a riaffermarsi. I consumatori non saranno più disposti a spendere incondizionatamente ma saranno più attenti al rapporto qualità prezzo ed al controllo dell'indebitamento. Nell'ultimo G20 svoltosi a Londra i governi hanno iniziato ad affrontare in maniera credibile la guerra ai paradisi fiscali. Per l'attuazione i tempi saranno sicuramente lunghi ma il segnale di indirizzo politico è molto importante. Finalmente con il cambio dell'amministrazione americana anche il rapporto con i paesi emergenti dà qualche segnale di miglioramento, in un mondo globale non si possono abbandonare i paesi più poveri a loro stessi perchè questo genera correnti migratorie di queste popolazioni verso quei paesi che per loro rappresentano l'Eden. La crisi che noi viviamo come grave, rappresenta per chi non ha nulla: acqua, cibo, un tetto; una situazione di gran lunga migliore della loro. Che cosa c'entra tutto questo con i mercati finanziari? Moltissimo in quanto per uscire dalla crisi il metodo migliore è rappresentato dal coinvolgimento dei paesi emergenti. Gli Stati Uniti ad esempio sono riusciti a vendere gran parte del loro debito pubbilico alla Cina, l'aumento dei consumi interni e del benessere in questi paesi è una chiave di volta essenziale per trasformare l'attuale struttura concentrata su Stati Uniti, Europa e Giappone in una realtà globale. Basti pensare che negli ultimi 10 anni la capitalizzazione dei mercati finanziari di Brasile, Russia, India & Cina ha raggiunto il 20% del totale mondiale circa 10 volte il livello di partenza. Si prospettano dei cambiamenti radicali che probabilmente non saranno indolore. Alcune società sono destinate a trasformarsi radicalmente, altre a sparire poichè se gli amministratori non saranno in grado di capire in tempo le dinamiche sottostanti al nuovo indirizzo politico economico difficilmente potranno rimanere sul mercato. Le cosiddette rendite di posizione ed i brand non saranno sufficienti da sole a garantire una adeguata crescita futura. Come è successo nel recente passato alle compagnie aeree tradizionali che hanno affrontato la concorrenza delle low-cost senza trasformare la struttura societaria in low-cost. I fallimeti di Sabena, Air Madrid, Balkan, Alitalia, Delta sono solo alcuni casi. Negli U.S.A. decine di compagnie aeree hanno chiuso i battenti definitivamente o sono state rilevate e smembrate; dall'inizio 2009 sono fallite decine di banche. La trasformazione stà investendo i settori più disparati e questo ci consiglia di seguire con maggiore attenzione le nostre scelte ma soprattutto non dimentichiamoci di diversificare i nostri investimenti in quanto nessun rating o valutazione positiva o altro sulla società ci protegge dal default. Questo vale per azioni, obbligazioni e titoli di Stato esteri (Argentina, Islanda ...), un motivo in più per apprendere ed utilizzare gli Etf. Pensare di acquistare e tenere in portafoglio un titolo, qualunque esso sia, come tanti cassettisti hanno fatto per decenni può riservare delle sorprese amare e dato che: "nel lungo periodo saremo tutti morti ...", pensiamoci adesso.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
e sepolti ?
RispondiElimina